AttraversaMenti

by Federico Garibaldi· Ottobre 03, 2026· in · 0 comments
Solo Exhibition @ Le Stanze della Fotografia Venezia, Agosto – Ottobre 2025 A cura di Denis Curti Nel lontano 1800, prima dell’invenzione della fotografia, il pittore tedesco Caspar David Friedrich avverte la necessità di realizzare un nucleo di disegni ottenuti sovrapponendo e distanziando strati di carta semitrasparente, ciascuno caratterizzato da un foro posizionato sempre all’orizzonte della composizione. Tale apertura rappresenta per lui una vera e propria rivoluzione ottica, capace di fornire all’osservatore le giuste coordinate per addentrarsi nel suo universo romantico: ogni rappresentazione deve essere guardata di notte, quando la luce della luna piena può fare il suo ingresso trionfale nella scena e animare i soggetti che la abitano. Nei fatti, Friedrich inventa una sorta di protoobiettivo, per soddisfare la sua necessità di poter guardare attraverso qualcosa. Questo primo breve riferimento storico si rivela utile per ribadire come l’operato di Federico Garibaldi affondi le sue radici meccaniche in un utilizzo estremamente idealizzato del mezzo fotografico. Le immagini che propone hanno origine dalla ricerca di prospettive e angolazioni dal taglio surreale. Sono delle composizioni fluide, necessarie alla libertà narrativa. Ogni frame appare come il prodotto di un incorno tra arte e interpretazione. Insomma, qualcosa di davvero lontano dalla realtà, perché tutto […]
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Collective Exhibition @ Gervasuti Foundation Venice | London Venezia, Maggio - Novembre 2024 Lithium is the bold, provocative title of this exhibition featuring artists from a land and a people exploited by outsiders. We’re witnessing a new “rush” by foreign companies to extract lithium-a key ingredient in rechargeable batteries that power everything from smartphones to electric cars, and even solar energy storage systems. In Manono, a region of the Congo, the world’s largest untapped lithium deposit was recently discovered. Now, a foreign company is preparing to launch large-scale mining operations there, including building a mineral processing plant. This will bring major environmental damage and violate human rights, as the mining will rely on people-including children-working in conditions that amount to modern-day slavery. AION - A Federico Garibaldi Installation Federico Garibaldi, 2024 Music: Overwrite Lithium Unveiled Symposium @ Fondazione Gervasuti, Venezia - Biennale Arte 2024   Synopsis: It stands. The heart of the world. Beyond all time. Since before time existed. It rumbles in its own soul. Rumbles in our own. Which everything contains and nothing contains. Above, below, inside and outside of us. Transparent and secret like an ice cube. Which it shows and protects. Crystallizing every moment and every […]
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Collective Exhibition @ Palazzo Giustinian Lolin Venezia, Aprile - Giugno 2022 https://superrare.com/federicogaribaldi
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Solo Exhibition @ Area35 Art Gallery Milano, Maggio - Giugno 2021
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ph. Federico Garibaldi - all rights reserved
Solo Exhibition @ Area35 Art Gallery Milano, Maggio - Giugno 2019 Testo critico di Pasquale Barbella Nell’epoca in cui si vede troppo, si vede tutto, si vede di più, Federico Garibaldi ha scelto la decostruzione della visione, il filtro estremo, un gioco come un altro per tentare lo sguardo attraverso l’artificio del nascondere. Lo fa citando esperienze che rimandano al divisionismo, al puntillismo, alla retinatura tipografica, ma si diverte a capovolgere la funzione di quelle tecniche: lì i reticoli di puntini operano per addizione, creando con i loro addensamenti una realtà riconoscibile, mentre Garibaldi scompone gli oggetti del suo apparente voyeurismo per non condividerli con nessuno, nemmeno con sé stesso. Non è ciò che sta oltre la rete a interessarlo, è la rete stessa e il momento del through, dell’attraverso, della mediazione frammentaria e casuale che interrompe la continuità del paesaggio (percepito, in questo caso, attraverso i finestrini e le tendine di un autobus). Si indovina appena, al di là di questo effetto zanzariera, che si tratta di paesaggio urbano, o meglio della sua versione più illusoria, quel continuum mobile che sfiora lo sguardo del passeggero senza pretendere null’altro che una vaga simulazione di ipnosi. Stordimento: ma non troppo. C’è […]
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Federico Garibaldi - Trough - Area35 - opening- all rights reserved
Solo Exhibition @ Area35 Art Gallery Milano, Maggio - Giugno 2019    
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blueShores | Works

by Federico Garibaldi· Maggio 05, 2020· in · 0 comments
Solo Exhibition @ UniCredit Pavilion Milano, Aprile - Maggio 2016 Testo critico di Pasquale Barbella Le immagini sono come il denaro: l’inflazione le spoglia di valore, di potere e di senso. La tecnologia digitale, rovesciando a getto continuo miliardi di figure su una quantità di supporti elettronici fissi e portatili, deposita – persino sulle opere d’autore – un’ombra di depressione analoga, per certi aspetti, alle conseguenze dei black days di Wall Street. A risentire maggiormente di questo collasso è l’iconografia dei sogni, e il sogno più condiviso dall’umanità è la vacanza, simbolo di fulgida evasione e superiore benessere. La rete trabocca di cartoline illustrate, un genere che ebbe larga condivisione nell’era della carta, ma che non ha più né la funzione sociale né l’innocente charme di quei tempi, quando spedirsele a vicenda era la prova tangibile di una prossimità sentimentale trasmessa da distanze baciate dalla spensieratezza. La proliferazione di inquadrature turistiche ha perso la capacità di stupire, adescare e sedurre, proponendosi come ridondante vetrina commerciale di alberghi, villaggi e destinazioni che sembrano uguali. A queste banconote fuori corso gli utenti rispondono con una produzione personale altrettanto implacabile, impallando e declassando paesaggi e monumenti per farne sfondo di selfie usa-e-getta. Al […]
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Federico Garibaldi - Unicredit Pavilion - opening - all rights reserved
Solo Exhibition @ UniCredit Pavilion Milano, Aprile - Maggio 2016
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Federico Garibaldi - Duomo di Massa - opening - all rights reserved
Solo Exhibition @ Duomo di Massa Massa, Maggio – Luglio 2017 Testo critico di Sarah Boglino La mostra rientra nel ciclo Geografie dello sguardo. Per una nuova iconografia dell’inclusione, con cui la Diocesi di Massa, già dalla scorsa edizione, si allea al potere comunicativo dell’arte contemporanea per proporre spunti di riflessione su temi sociali attuali. Le fotografie di Federico Garibaldi, ospitate in numerose sedi prestigiose tra cui di recente presso Unicredit Pavillon e Triennale di Milano, sono distribuite lungo un percorso che si dipana tra il chiostro e la cripta della cattedrale; realizzate tra il 2012 e il 2016 ritraggono le spiagge del litorale adriatico e i titoli, suggestivi, evocano una dimensione trasognata venata da una sottile irrequietezza: Sinestesia in viola, Trough, Le spiagge degli altri, I colori degli occhi, Polisindeto chiuso, Solo un istatnte dopo, Ipse dixit. Il titolo complessivo della mostra, BlueShores, giocando sull’ambiguità semantica, conferma questa traccia emotiva. Si sa infatti che l’occhio del fotografo è naturalmente portato a scardinare il consueto modo di vedere le cose e anche in questo caso la spiaggia, vista dal mare, da mèta di vacanza per il turismo di massa e punto di partenza per una nuova vita per il naufrago, […]
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Dokumenta

by Federico Garibaldi· Maggio 05, 2020· in · 0 comments
Solo Exhibition @ Statuto13 Milano, Ottobre 2013 Testo critico di Massimiliano Bisazza Nel vasto scenario artistico milanese emerge finalmente una spiccata attenzione verso la fotografia che tardava a contaminare – con accezione positiva del termine “contaminare” – la nostra città, il nostro Paese. Federico Garibaldi è a mio avviso un fenomeno talentuoso non solo nell’ambito della fotografia di moda, ma anche in quello della fotografia d’arte. In questa occasione, Federico decide di avventurarsi nel contemporaneo dell’astrazione valicando la forma nell’immagine retinica e assurgendo alla composizione spaziale atemporale che ci porta in una dimensione alternativa, quasi virtuale. Se paragonato all’ambito cinematografico direi che i lavori astratti di Garibaldi evocano le atmosfere di “The Matrix” dove le “matrici” sono degli elementi di tipo tabellare che hanno strutture matematiche che rappresentano una sorta di cyberspazio o realtà simulata dalle macchine (cit. Andy Wachowsky).
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Solo Exhibition @ Statuto13 Milano, Novembre 2014 Testo critico di Statuto13 Federico Garibaldi decide di capovolgere l’idea di fotografia puramente estetica per “consegnare” il proprio estro alla fotografia concettuale con un piglio certamente innovativo. Ci racconta un viaggio, il “suo viaggio”, nel quale noi possiamo riconoscerci, nel quale possiamo immergere i nostri pensieri dondolandoci poeticamente e metaforicamente tra le associazioni mentali e i ricordi individuali che ne scaturiscono. Il concetto si fonda sull’idea del “dinamismo spazio – temporale”, quindi sul movimento; le fotografie scattate sono l’una conseguente all’altra nel percorso spaziale effettuato in auto durante il suo viaggio fisico e introspettivo. Ciò che emerge e che mi colpisce è certamente il concetto di temporalità: il tempo è un concetto primitivo dell’esperienza legato alla percezione del “divenire” o della “durata” di un fenomeno, in base al quale è possibile stabilire l’ordine di una successione di eventi o la loro contemporaneità. Possiamo affermare dunque che Garibaldi fotografo aneli al processo induttivo (e non deduttivo) che porta l’uomo e l’artista che sono insiti in lui, in una continua ricerca, che porterà la sua creatività a incedere in un continuo divenire ricco di sensazioni e d’interazioni sinergiche tra pensiero, arte e azione.
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ph. Federico Garibaldi - all rights reserved
13 Exhibition @ Luo Qi Museum of International and Modern Art Hangzhou - China, November 2016 La Cina è un luogo davvero imprevedibile. Non è scontata nei suoi ritmi né nei suoi perchè. Non pone questioni esistenziali, se la vivi da ospite. Ti chiede di adeguarti all’umidità, ad un cerimoniale incomprensibile e a una colazione davvero sfidante. Ti chiede di allinearti a usi e costumi locali e di fare meno domande di quante ti verrebbero in mente. Nemmeno Marco Polo ha fatto bene i conti dovendone parlare. Figuratevi io, che in pochi giorni mi sono trovato catapultato in un mondo diverso, ad allestire una mostra di pezzi astratti dedicata ad una platea di cui ignoravo totalmente gusti, propensioni ed eventuale approccio, tanto all’arte quanto alla critica. E’ stata un’esperienza affascinante e molto complicata. Una kermesse che ha riunito sotto lo stesso tetto dorato artisti provenienti da diversissimi paesi del mondo, portabandiera di diversissime arti. Ho presentato otto opere astratte, icone per me di quella sensazione incompiuta che questo viaggio mi prometteva e mi ha lasciato. Ma ho scoperto con soddisfazione sincera che il vero senso di queste esperienza e di queste opere è la promessa della riscoperta. Della necessità di […]
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